| aReA*'s profileGioia e rivoluzionePhotosBlogLists | Help |
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September 09 Da completareE' tutto così dolce qui. Venite a condividere questo momento con me. Il parco, il sole, l'erba ingiallita - come se fosse vecchia e tanta musica che esce da ogni parte. Venite a sedervi, venite a vedere morire farfalla. Non sembra far parte delle stagioni, non ha nulla di ciclico, di ricorrente, è come se fosse un capitolo a sé stante della nostra piccola vita. Venite e rimanete in silenzio in questo dolce parco. Venite ed osservate tutta questa natura nuda, libera, profondamente cosciente e infinitamente silente. Forse aspetta due gocce di pioggia, forse aspetta solo che venga domani e nell'attesa il parco è un amore silenzioso. Venite ad aspettare con essa, perché voi non siete differenti con le vostre miserie, con le vostre paure, con la vostra incapacità di vivere. E allora venite, venite ad osservare tutto ciò, sedetevi su quest'erba ingiallita e restate in silenzio se non sapete che dire e se non sapete che fare. Per una volta, in tutta la sua maestosità, sarà la natura a scegliere per voi, invece delle vostre miserie. Per una volta capirete la differenza fra l'apparenza e l'estetica. September 03 Non occorre alcun titoloBruciate le mie poesie, bruciate le mie riflessioni, le mie lettere. E lasciate che il vento porti via le ceneri. Bruciate le mie emozioni, bruciate i miei baci, le miei carezze, i miei ricordi. E lasciate che il vento porti via le ceneri. Lasciate che il vento porti le ceneri ad arricchire altri campi, perché qui intorno è tutto arido, secco, sterile. Lasciate che il vento sparga le ceneri, in modo da lenire così ogni dolore. Lasciate che il vento decida per voi, lasciate che il vento vi dia una risposta. Bruciate le mie poesie, bruciate le mie rime, i miei versi. Bruciate qualunque cosa possa evocare un'emozione e con la morte nel cuore lasciate che il vento porti via le ceneri. September 01 Inutili speculazioniAll'inizio credevo di conoscervi, ma un sussulto di condizionata umiltà mi spinse a mescolarmi con voi. Cercai persino di assomigliarvi, di capire chi eravate. Ma più mi addentravo nel vostro mondo, più comprendevo come i pensieri che avevo avuto in principio erano esatti. Allora mi tolsi le vostre vesti, e senza dire una parola scivolai via silenziosamente.
August 30 Orme Ogni tanto qualcuno passa di qua e legge queste vecchie righe. Io non conosco i loro nomi, vedo solo le loro orme. Ed esse sono lievi e delicate come se camminassero sulla sabbia, sono dolci e malinconiche come i ricordi. July 07 Sussurri, sussulti, singhiozzi La luna è alta stasera. Guarda tutto con poca attenzione, mentre le luci della città la incoranano come l'unico bagliore nel blu del cielo. Il silenzio della sera è interrotto a tratti da qualche sussurro e da qualche singhiozzo. Oggi la natura e l'estetica non si sono riconciliate con il corpo che ora è costretto a vagare solo e perso. Qualche foglia, per un alito di vento, è venuta giù. Un evento senza alcun valore per la vastità del cosmo, da cui la luna ci guarda. Ma per la formica è stato uno schianto, un tonfo, un rimbombo, e subito dopo si è rifatto il silenzio. Per lei però rimane l'eco e resta immobile per paura di un altro boato. Oggi la natura e l'estetica non si sono riconciliate con il corpo. Il silenzio è solo una parentesi per i giganti e la luna all'alba perderà la sua sovranità. Come ogni giorno le verrà tagliata la testa. Sembra un mondo labile, apparente e vacuo. Sembra un mondo che galleggia e che si lascia trasportare. Quando la natura si perde, le leggi da noi imposte o scoperte vengono meno. Ed ecco che la luna non ruotà più intorno a noi, ma precipita scalzata dal sole. Ed ecco che la terra non ruota più intorno ad un sole, ad una luce; ma galleggia come inerme su questo flusso di follia. February 17 Nella stanza ogni cosa è solo a metàMi guardo intorno e vedo segmenti di vita appena accennati. Idee sparse per la stanza, fogli in disordine, appunti, vestiti buttati lì su di un attacca panni. Principi senza fine, prologhi senza epiloghi. È come se tutto aspettasse di essere terminato, ma la triste noia incombe. L'apatia come un velo, a fine giornata, si posa. Uno scialle sulle spalle si adagia, ma come un macigno su di esse pesa. Alla fine della giornata tutto tace, le cose in disuso dall'alto ti osservano con occhio indagatore, a volte quasi con curiosità. I libri dagli scaffali scrutano le carte sparse sul letto e vorrebbero sdraiarcisi anche loro, per scansare la noia. Nella stanza ogni cosa è solo a metà e di sera un velo di malinconia su tutto si posa. January 10 I luoghi chiusi - variazioni sul temaUn occhio si è chiuso nella penombra della stanza. Il corpo giace immobile, a tratti solo il lento respirare muove lo sterno stanco. Un corpo immobile peraltro nella stanza che non ha alcun odore né suono. L'altro occhio si è chiuso con l'ultima luce della sera. Il copro giace immobile ad attendere il sonno che presto giungerà a portar via i pensieri. I luoghi chiusiContempla in silenzio la piega di un sorriso. La solitudine lo coglie come un dolce abbraccio. In fondo alla stanza un lume si è accesso, la sua luce lentamente cammina ad invadere l'etere, a prendere il posto della polvere. Una porta si apre un'altra si chiude, ed un alito di vento attraversa la stanza. Contempla in silenzio il bicchiere vuoto. Intorno l'aria è quieta, non ci sono odori nel locale né suoni, solo un vecchio lume che lentamente cammina. Le mani accarezzano il vetro. Il bicchiere ruota e le gocce con grazia scivolano da una parte all'altra, come a lavar via i pensieri. Contempla in silenzio una vecchia parete di legno, mentre il lume camminando lentamente arriva a lui ad avvolgerlo. November 15 Canto di speranza?Vedo ginestre, campi in fiore, fili di grano e tanti girasoli; vedo gente che va e gente che viene, tutti quanti con in bocca una filastrocca, tutti quanti con le spalle un po' curve. I colori son quelli della sera, i suoni son quelli della vita, i piedi son quelli di chi ha camminato a lungo, gli occhi son quelli di un uomo stanco; l'universo è quello che abbiamo ogni sera sulla testa. Vedo macerie, pietre disfatte, arnesi sparsi e tanta erba che copre la civiltà ormai scomparsa; sento il canto delle madri, quello delle vedove e quello delle fanciulle; osservo gli occhi dei padri, quelli degli anziani e quelli dei bambini; tutto intorno canta la stessa canzone e la canta con armonia, è un canto che desta i sensi, che ricopre i morti. Guardami fiore, guardami ginestra, ed anche tu campo di grano, ascoltami uomo che con le spalle curve te ne vai ascoltami uomo che con le spalle curve vieni, madri, vedove, fanciulle, padri, anziani, bambini, e uomini e donne, ascoltatemi! ascoltate le mie parole come io ascolto le vostre, ascoltatemi! ascoltate i miei lamenti come io ascolto i vostri. Le terre d'Oriente ho visto, ed anche quelle d'Occidente, in ogni dove gli uomini hanno gli stessi sguardi che ora vedo sui vostri visi, in ogni dove le donne hanno le stesse lacrime che ora vedo scorrere dai vostri occhi. In tutte le terre ho visto ed in tutte le terre ho abbracciato, in tutte le terre ho sofferto ed in tutte le terre ho amato. Ora chiedo di amarmi come io ho fatto con voi, ora chiedo di abbracciarmi come io ho fatto con voi, vi chiedo di unirvi e di amarvi, vi chiedo di sorridervi. La morte come tutte le cose prima o poi giungerà, verrà a prendersi il mio corpo ed il vostro, i miei affetti ed i vostri; ma qui nel Mondo vi regna la Vita ed io vorrei assieme a voi condividerla. Ed ora che ho pronunciato le mie parole posso chiudere gli occhi, posso finalmente riposare le mie membra, perché vivere costa fatica e richiede impegno; ma come il contadino che si china nei campi e semina per poi raccogliere e ringraziare la terra dei suoi doni, così io ho fatto con la Vita. Ed ora che i miei sforzi non sono stati vani, perché ho condiviso con voi le miei gioie e i miei dolori, posso chiudere gli occhi ed abbracciarvi col mio ultimo pensiero sperando che le mie parole non vi giungano come un inganno. October 19 Senza titolo, senza preteseRumori di bimbi nel cortile e di passi color del legno nella stanza con le luci in cortile. La sera non s'è ancora spenta, ma una stella brilla già sul pomeriggio. Sono poche le domande, sono poche le frasi; i silenzi si susseguono, si cantano, si spengono e poi si accendono. Il silenzio. Parla, parla, si guarda e poi svanisce al sol pensiero. Rumori di bimbi nel cortile e di passi color del legno nella stanza con le luci in cortile. Le mani si trovano e poi si allontanano, accarezzano e poi si ritrovano, si seguono, si scacciano, si desiderano e poi di nuovo si ritrovano. Le bocche si chiedono a vicenda un bacio, si chiedono perché così tanto amore, si domandano perché così tanto desiderio. Rumori di bimbi nel cortile e di passi color del legno nella stanza con le luci in cortile. Voci di silenzio, respiri di viola, atmosfera di campi in fiore, di pomeriggi regalati alla gioia, a qialche Dio, alla pietà. Sospiri di miele che si sciolgono fra le mura di una tazza di tè, che si appiccicano alle pareti, che inumidiscono i vetri, la stanza, le persiane. Nuance d'erba, raggi di sole color della sera nella stanza con il giullare dietro alla porta. Sul letto i corpi si toccano, si chiedono un perché, sembra che non possano avere un bicchiere per il brindisi. Sul letto i girasoli mettono le radici e porgono i loro omaggi ai due amanti. Nella stanza il profumo è quello dell'incenso, qualcosa si è bruciato, qualcosa si è sfregato ed ha fatto fumo. Nuance d'erba, raggi di sole color della sera nella stanza con il giullare dietro alla porta. Sulle pareti un po' di quadri si sono incuriositi, ai piedi del letto qualcuno ha chiesto perché, sui cuscini qualcuno ha lasciato del rossetto e sulle lenzuola qualcuno ha impresso il suo odore. Suoni confusi, passi d'alberi morti nella stanza col lampadario in fiore. Le mani sul seno si son poggiate ed il corpo di lei come un arco s'è teso. Le mani i fianchi hanno cinto e i seni nella stanza hanno brillato. Un bacio si è chiuso, due labbra si son trovate, due amanti nel letto hanno giaciuto. Silenzi di notti d'agosto, passi di conifere distese nella stanza con le pareti affrescate da un pittore di corte. Le finestre nella stanza sono chiuse. E' impossibile intravedere i pensieri. La testa di lui sui i seni di lei s'è poggiata, e la notte su di essi è calata. October 03 La fine o le finiTutto, ma proprio tutto, giunge al termine. E' questione solo di quando e come. E' questione di tempo, di questa convenzione da noi creata. Molti dicono che la fine di ogni cosa dona un certo valore ad esse, o meglio, la coscienza che ci sia un termine prefissato ad ogni piccola cosa ce le fa apprezzare maggiormente. Altri dicono che questa è solamente una consolazione, che in realtà nessuno pensa a godere di ciò che gli sta intorno in quanto finirà un giorno, ma per il semplice fatto che in quel dato momento ne hanno bisogno. Altri ancora, invece, non si pongono il problema, per loro la fine non esiste, oppure l'hanno solamente dimenticata. Molta gente dice che non c'è una conclusione, che la vita, ed ogni cosa che ne fa parte, è un grande caso irrisolto. Ed altri, invece, si chiedono perché dovrebbe essere risolto. La vita, come possiamo vedere, è una serie di affermazioni e contro-affermazioni, si susseguono tesi e antitesi. Qualcuno accenna addirittura una sintesi, che poi non è altro che una nuova tesi, che darà luogo, sicuramente, ad un'altra antitesi. Questo gioco vizioso, balordo, senza vincitori e né vinti, giungerà mai a termine? Così la domanda si ripete, e in un certo senso trova risposta in essa, in se stessa. Ma la risposta non è che una contraddizione incapace di alleviare i fastidi, incapace di diradare la nebbia di pensieri. Eppure non tutti si struggono nel dubbio, non tutti si fanno prendere dall'idea di non avere una risposta. Molta gente cammina per strada con l'aria tranquilla, senza alcuna domanda e senza alcuna risposta, se non quella certezza di non averla. Ognuno risponde a modo suo: c'è chi trova sollievo nel convincersi nell'inutilità della ricerca e chi non riesce a dormire a causa di qualche pensiero. La gente, come si sa, è strana. Visti da fuori sembrano tutti uguali, tutti fatti con lo stampino. Sì, è vero, c'è quello un po' più alto, quello un po' più grasso; c'è chi al naso storto e chi lo ha schiacciato. C'è pure chi sorride e chi, al contrario, piange. Di gente se ne vede tanta in giro, però a guardarla con superficialità sembra una massa tutta della stessa pasta. Ma qui ci inganniamo. I pensieri, sì proprio loro, distinguono le persone. Si potrebbe quasi dire che i loro pensieri delineano i loro contorni, come se da dentro, con martello e scalpello, forgiassero la corazza. Le persone, a vederle bene, son tutte diverse. I pensieri, i loro pensieri, a sentirli bene, sono pieni di spunti, idee e quant'altro; tutti diversi, l'uno dagli altri. C'è chi pensa che la fine si sia solamente un nuovo inizio, c'è quell'altro che, al contrario, crede che la fine sia l'ultima parte di una storia e che non abbia nulla a che fare con quella nuova. C'è gente che crede che la fine sia solo un'invenzione, forse quasi una finzione, una parola senza né capo e né coda. C'è gente che dice di averla vissuta, di averla superata e di essere pronta per un'altra fine. Ci son così tante idee in una sola via, che è del tutto impossibile dire che le persone son tutte uguali. Come ho detto prima, molti non si pongono alcuna domanda, altri forse troppe. Io, dal canto mio, non so più cosa sia una domanda, cosa sia una risposta, ma quel che è più importante non so più cosa sia una fine o semplicemente la fine. Io, da questo lungo corridoio, vi domando: cosa sono io, cosa ne fate di me? Cercate forse una risposta nelle mie miserie? September 23 La sera passa lenta
E la sera passa lenta qui fra le quattro mura, il buio autunnale sta prendendo terreno nei giardini e fra i palazzi. Le ombre si allungano fino a diventare infinite, fino a coprire ogni cosa. September 19 Oltre la cortina
Pensieri assalgono la mente. Disteso sul letto fra libri e coperte guardo l'orizzonte che si tinge di arancio fino a divenire di un blu intenso. Cosa c'è al di là di quelle cortine di nulla? Perché il mio sguardo non può giungere oltre? Perché rimane frenato dalla mano di Dio? L'oltre, è stato detto una volta, fu creato per immaginare. Ma al di là, realmente, cosa vi è? Se vi fosse il nulla, allora noi immagineremmo su fogli bianchi? E se invece vi fosse qualcosa, quale Dio si sarebbe preso la briga di creare qualcosa che a tutti, però, è vietato di guardare? Mi consumo nel dubbio e mi abbatte il pensiero di non arrivare mai ad una conclusione. Anzi, più mi ostino e più mi allontano dalla mia risposta inconscia. Più mi ostino e più mi sovvengono pensieri che oramai avevo dimenticato. Cosa, in realtà, scruto al di là di quelle cortine di nulla, dove il mio occhio di carne non può arrivare? September 10 Suono di fanfareUomini che si rincorrono per la strada, suono di fanfare e giullari in festa. La città è un gran frastuono ed è piena di fuochi accesi, di grida, di urla, di voci, pianti, e di gioia. Corro anche io per la strada, tocco i passanti, mi strofino contro di loro, li bacio, li abbraccio, li spingo, li accarezzo. Milioni di strade illuminate che si incrociano, che si trafiggono, che si spezzano e che muoiono; fra balordi, vecchi ubriaconi, ragazzi confusi ed altri che si baciano. Sessi che si fondono fra l'erba umida della sera; fra i campi di grano le luci arrivano appena e fra il buio trovano riparo adolescenti che muoiono dalla voglia di scoprire; e sopra di loro il cielo che si dà fuoco, stelle, stelle e poi ancora stelle, anche loro che fanno l'amore. Pianti e capricci sul marciapiede, lacrime e sorrisi per un lecca-lecca. Tamburi, chitarre e voci che si fondono sputando musica; la gente si agita come se volesse picchiare le note, lanciando fendenti nell'aria. Vapori alcolici, fumi mistici e sfumature che la grande tenda nel parco porta dentro, gonfiandosi di umori e di sudore. Sto lì, di fronte a tutto ciò, contemplando le stelle, gli adolescenti, i bambini, le madri e gli ubriaconi; sono qui, davanti, ad assaporare tutto questo i vecchi al bar, i padri stanchi, i signori che si trascinano verso casa, i tamburi, le chitarre e le note sospese; e vedo sfumare tutto quanto, piano piano tutto scompare; e mi lascio sdraiare dal vento sull'erba fresca delle sera. August 21 Senza titoloQui, dove il rumore d'onde v'è, il sole più bianco appare. Non una piuma di rondine delicata nel cuor si mostra. Il cielo un velo nero che tutto avvolge a me sembra.
Né rime o versi al mare chiedo, ma instancabilmente questa macchia, che col cielo si fonde, me ne dispensa. Forse di giocar con me cerca e non posso far altro che ad esso piegarmi. Ma con mestizia io vo a chinarmi., perché questi versi, che l'atroce riflesso di una vita oramai scomparsa a me regala ed impone, del cielo lo stesso color hanno. August 09 Susanna
La finestra s'è aperta e Susanna s'è gettata. Dal parapetto, come una colomba, è volata. Sul battistrada s'è spalmata per disegnare, col rosso delle interiora, quello che ha visto fino ad ora. Animali tenuti in gabbia, uomini arrendersi e senza rabbia. Altri uomini, invece, piegare il mondo. La ragiona messa da parte in nome delle sacre carte e scienziati affermare che il mondo non è rotondo. Bambini affamati senza aver nulla da mangiare e genitori sfiancati andati in fabbrica o nei campi a lavorare. La finestra s'è spalancata e Susanna è volata. Come una colomba ha aperto l'ali per star lontana dai fondali, ma a testa in giù s'è ritrovata, a disegnare sulla strada quadri ed affreschi color sangue, mentre la coscienza collettiva non langue. Un altro martire s'è immolato a chieder giustizia invano. Da lontano dei cani il latrato s'è sentito, ma nessun lamento di uomo o di donna s'è udito. Il mondo è rimasto indifferente ad una denuncia sofferente. La finestra s'è aperta e piano piano Susanna ci si è avvicinata. Ha aperto l'ali ed il volo ha spiccato a chiedere giustizia per ogni reato. June 26 Modelli ed astrazioni
“Chini, ma non piegati, sui baluardi della scienza. A rimirar l’orizzonte che, ad ogni pagina, appare sempre più distante. A manifestazione dell’inaudita sapienza che la natura ci tiene celata. Sotto scacco stiamo, fra modelli ed astrazioni, a disegnare quadrato uno selvaggio mondo che non ha dimensioni.” June 21 Riflessi apparenti
Si piega la notte La campagna è tutta secca C'è una gran calma Nuvole scure, Qualche raggio di luna Qualche passo in lontananza, June 17 Retaggi
June 07 I tempi dell'adolescenza"Erano i pomeriggi d'estate, ed io li passavo in riva al mare ad attendere la bassa marea. Il sole calava sul mare e l'acqua ormai calda, per aver baciato tutto il giorno i raggi solari, mi abbracciava. L'ultimo bagno della giornata, il più intimo, il più silenzioso. Per pochi attimi il mondo sembrava deserto, in silenzio finalmente. Ricordi d'adolescenza, di bagni al mare, di amici lasciati, dimenticati, amati. Erano pomeriggi salati, caldi ed infiniti. Ricordo gli scogli, il rumore delle onde, il ronzio delle barche la mattina presto quando di buon'ora andavo al mare. Ricordo i primi amori, le prime cotte, le incomprensioni ed i sogni. Erano i tempi del tutto o niente, dell'ora o mai più. Erano i tempi dell'adolescenza." |
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