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    September 23

    La sera passa lenta

     

    E la sera passa lenta qui fra le quattro mura, il buio autunnale sta prendendo terreno nei giardini e fra i palazzi. Le ombre si allungano fino a diventare infinite, fino a coprire ogni cosa.
    Ogni tanto qualche lampo illumina la stanza e tutto si mette in attesa, in attesa di sentire il rombo del tuono lontano.
    E' un'attesa sognante, leggera; per un attimo spazza via la noia, illumina i pensieri e dona fantasia. La stanza prende colore ed in pochi attimi si riempie di immagini.
    La sera passa lenta qui fra le quattro mura; ad aspettare un lampo, un suono, una distrazione. I movimenti della natura sono oscurati dalla luce della stanza che contrasta con le tenebre del giardino di fronte.
    I palazzi che si affacciano sulla strada hanno qualche luce accesa, come a voler illuminare il buio che vi è fuori - ma è uno sforzo vano.
    Lentamente viene giù anche la pioggia e un suono si aggiunge a scandire i secondi che non vogliono passare. Ticchetta sulla finestra come per chiamare fuori tutti quanti, per svegliarli, per smuoverli o forse, semplicemente, per farsi notare, per non passare inosservata alla centinaia di occhi che dietro le finestre si nascondono. Tutti questi occhietti annoiati, stanchi, senza scopo, senza gioia, che dalle finestre spiano con avidità la vita e che ne vorrebbero bere solamente un sorso. La pioggia è giunta ora per stordire tutti quanti, per cercare invano di spazzare via la monotonia.
    Ma la sera passa ugualmente lenta qui fra le quattro mura; ad attendere un amore, un dolore, una follia, un pensiero o un'idea. La sera passa inesorabilmente lenta quando non si ha alcun motivo di cercare una risposta, quando la s'è persa, quando non c'è.
    Le ombre hanno ricoperto il giardino, l'acqua ha bagnato le poche piante che dal terreno spuntano e la gente dalle piccole finestre con i loro occhietti continuano a spiare la strada.

    September 19

    Oltre la cortina

     

    Pensieri assalgono la mente. Disteso sul letto fra libri e coperte guardo l'orizzonte che si tinge di arancio fino a divenire di un blu intenso. Cosa c'è al di là di quelle cortine di nulla? Perché il mio sguardo non può giungere oltre? Perché rimane frenato dalla mano di Dio? L'oltre, è stato detto una volta, fu creato per immaginare. Ma al di là, realmente, cosa vi è? Se vi fosse il nulla, allora noi immagineremmo su fogli bianchi? E se invece vi fosse qualcosa, quale Dio si sarebbe preso la briga di creare qualcosa che a tutti, però, è vietato di guardare? Mi consumo nel dubbio e mi abbatte il pensiero di non arrivare mai ad una conclusione. Anzi, più mi ostino e più mi allontano dalla mia risposta inconscia. Più mi ostino e più mi sovvengono pensieri che oramai avevo dimenticato. Cosa, in realtà, scruto al di là di quelle cortine di nulla, dove il mio occhio di carne non può arrivare?

    September 10

    Suono di fanfare


    Uomini che si rincorrono per la strada,

    suono di fanfare e giullari in festa.

    La città è un gran frastuono ed è piena di fuochi accesi,
    di grida, di urla, di voci, pianti, e di gioia.

    Corro anche io per la strada,
    tocco i passanti, mi strofino contro di loro,
    li bacio, li abbraccio, li spingo, li accarezzo.

    Milioni di strade illuminate che si incrociano,
    che si trafiggono, che si spezzano e che muoiono;
    fra balordi, vecchi ubriaconi, ragazzi confusi
                    ed altri che si baciano.

    Sessi che si fondono fra l'erba umida della sera;
    fra i campi di grano le luci arrivano appena
        e fra il buio trovano riparo adolescenti che muoiono dalla voglia di scoprire;
    e sopra di loro il cielo che si dà fuoco,
    stelle, stelle e poi ancora stelle,
        anche loro che fanno l'amore.

    Pianti e capricci sul marciapiede,
    lacrime e sorrisi per un lecca-lecca.

    Tamburi, chitarre e voci che si fondono sputando musica;
    la gente si agita come se volesse picchiare le note,
        lanciando fendenti nell'aria.

    Vapori alcolici, fumi mistici e sfumature
    che la grande tenda nel parco porta dentro,
            gonfiandosi di umori e di sudore.

    Sto lì, di fronte a tutto ciò,
    contemplando le stelle, gli adolescenti, i bambini, le madri e gli ubriaconi;
    sono qui, davanti, ad assaporare tutto questo
    i vecchi al bar, i padri stanchi, i signori che si trascinano verso casa,
        i tamburi, le chitarre e le note sospese;
    e vedo sfumare tutto quanto, piano piano tutto scompare;
    e mi lascio sdraiare dal vento sull'erba fresca delle sera.