aReA*'s profileGioia e rivoluzionePhotosBlogLists Tools Help

Blog


    September 09

    Forse sono pensieri inutili

    Non m’interessa cosa siamo,

    perché, in fin dei conti, lo decidiamo noi.

    È inutile affannarsi

    nella ricerca di un sentimento

    quando si manifesta ogni volta

    in una carezza od in uno sguardo.

    È il continuo uccidersi per non scegliere.

    La paura della pace, dell’amore…

     

    Quanto è triste perderlo,

    è per questo che ora non lo vogliamo.

    È un frutto velenoso,

    che prima ti toglie la fame

    e poi ti uccide.

     

    Ma questi pensieri non sono veri,

    ma dettati dall’esperienza.

    Noi, in realtà, sappiamo cos’è l’amore,

    o almeno ne abbiamo un’immagine, disegnata dal tempo,

    ma sempre un’immagine.

    E allora perché, anche sapendo cos’è,

    lo rifiutiamo e non apriamo il nostro sentimento?

     

    Forse sono pensieri inutili,

    scritti dalla stanchezza, dalla confusione,

    ma sono sempre pensieri,

    frutto dell’insicurezza,

    della continua incomprensione di sensazioni.

     

    Ora sono di nuovo qui,

    a scrivere rime ubriache,

    ma di nuovo qui a questo bivio,

    con gli occhi lucidi e il cuore ormai stanco.

    Non finisce qui questo verso.

    Di solito il nero scorre su delle sensazioni

    o dei sentimenti chiari o finiti,

    o almeno sono convinto che sia così,

    ma ora tutto è in movimento.

    Persino il baratro d’inchiostro

    non vuole fermarsi,

    scorre, corre e si rincorre,

    fra sentimenti, sensazioni, esperienze,

    vite, tempi, amori…

     

    Sempre l’incompleto,

    che se ci pensiamo bene è sempre uguale,

    sempre incompleto. E anche noi siamo sempre noi,

    sempre completi, completi insieme,

    anche se fingiamo che ci manchi qualcosa,

    dentro siamo completi con l’altro.

     

    Dove sarai ora? Dove sarai

    con i tuoi pensieri? Dove sarai

    con il tuo ricordo?

     

    A volte il sentimento si fa così forte,

    così vivo che fa quasi male

    e vorrei non averlo mai provato;

    ma poi il ricordo cancella le emozioni di un istante

    e vorrei averti qui, qui accanto a me.

    Ma quanto sei distante…

    Forse dovrei lasciar correre le parole,

    le righe, i versi, i miei sentimenti

    e aspettare che si spengano.

    Ma quanto impiega una stella a spegnersi?

     

    Ora il caos, sempre ora,

    perché il domani è così confuso,

    perché si conosce solo il “ora”?

     

    Delirio fra le righe,

    odore di vino e dolcezza di miele.

    Quanto è confuso questo pensiero…

    Sì, perché è solo uno!

    Sempre lo stesso, sempre,

    sempre, sempre, sempre…

     

    Ma ora, sì ora,

    cosa stai pensando? Cosa

    vuoi da me, da noi?

    Domande che non avranno risposta

    si spengono nel mar Mediterraneo,

    fra le onde di Nettuno e le isole di Zeus.

    Spente, come le lanterne rosse di quel cuore.

    Piove, ora, sulle lanterne,

    saranno gli angeli, sempre se esistono,

    che piangono per noi;

    perché io ho finito di versare lacrime.

     

    Ed ora, tra il buio di Zacinto,

    cosa devo pensare, dimmelo tu,

    perché io sono stanco.

    Ed ora, ed ora, ed ora…

    .....................................

    il silenzio………………..

    fate piano con i vostri passi,

    fate piano…………………

    qui ora c’è silenzio,

    ma non c’è pace;

    c’è silenzio,

    ma non c’è amore.

    Fate piano ma non abbassate lo sguardo,

    alzate gli occhi

    per guardare

    questo cielo stellato.

     

    Caos, caos, caos………………

    Un delirio di pensieri

    che vorticano nella mente.

    La paura. La paura

    di lasciarsi andare ancora,

    di lasciarsi uno nelle braccia dell’altro,

    di lasciarsi per ritrovarsi.

     

    Non so se ti arriveranno mai

    queste parole, vorrei solamente

    che ti arrivasse il pensiero,

    il pensiero di uno sguardo,

    di un abbraccio, di un bacio.

    Il pensiero che hai sempre avuto

    Dentro te, nel profondo inconscio,

    nel fondo di questo pozzo, Andrea.

     

    Ora, sì sempre ora, puoi piangere,

    ma devi guardarmi, devi bagnarmi,

    come io ho bagnato il tuo collo con le mie lacrime,

    come io ho pianto sotto il carro maggiore,

    come io ho messo a nudo la mia anima.

     

    Potrei scrivere poesie,

    se così vogliamo chiamarle,

    piene di questi pensieri,

    ma le poesie non sono fatte per esistere,

    ma per trasmettere, quindi bastano questi pochi versi

    per liberarmi da questo peso.

     

    Ora, sì sempre ora, sono libero,

    sempre schiavo di questo pensiero,

    ma libero.