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March 03 Insenature di tristezza
Che tristezza che si respira qua giù. Ti avvolge come la notte e ti mette il nero addosso. Ma è una veste che manca di stelle ad illuminarla e il contorno si fa buio. Sono lontani molti spazi i sospiri e ci si consola col pensiero nel ricordo di ieri.
Che tristezza che si respira qua giù. È tutto fatto di silenzio ed è quasi insapore. Non si ode neanche una cicala. Non c'è nulla a cantar la gioia ormai scomparsa. Anche la spensieratezza è corsa via a raccogliere le molliche per un inverno che non è mai arrivato.
Non si sente foglia morta cadere a terra, eppure di morte se ne respira fra gli alberi secchi di questo viale. Anche la morte ha deciso di far silenzio, come per posare su di noi la paura. Neanche le vecchie luci, che tante volte hanno riscaldato il cuore nelle notti in cui si cercava pace, funzionan più. Niente più luci ad olio, niente più luce fra gli angoli delle pareti, ma una sottile linea d'ombra che nasconde le ragnatele.
Che tristezza che si respira qua giù. Tutto ha deciso di far silenzio, di far quiete, per posare angoscia sui mobili vecchi ed ormai marci. Il rumore, che pian piano striscia fra le insenature della casa, diventa silenzio nel periodico giro di porte e finestre. Tutto è come fermo, come immobile, come morto. È un silenzio assordante che vaga per la casa come un fantasma. È uno scheletro che giace in una fossa. È una tristezza che piange senza bagnarsi. È un viale di inverno, raccolto fra due file di alberi, orfano della luna e abbracciato da uno strano silenzio. |
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