| aReA*'s profileGioia e rivoluzionePhotosBlogLists | Help |
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October 19 Senza titolo, senza preteseRumori di bimbi nel cortile e di passi color del legno nella stanza con le luci in cortile. La sera non s'è ancora spenta, ma una stella brilla già sul pomeriggio. Sono poche le domande, sono poche le frasi; i silenzi si susseguono, si cantano, si spengono e poi si accendono. Il silenzio. Parla, parla, si guarda e poi svanisce al sol pensiero. Rumori di bimbi nel cortile e di passi color del legno nella stanza con le luci in cortile. Le mani si trovano e poi si allontanano, accarezzano e poi si ritrovano, si seguono, si scacciano, si desiderano e poi di nuovo si ritrovano. Le bocche si chiedono a vicenda un bacio, si chiedono perché così tanto amore, si domandano perché così tanto desiderio. Rumori di bimbi nel cortile e di passi color del legno nella stanza con le luci in cortile. Voci di silenzio, respiri di viola, atmosfera di campi in fiore, di pomeriggi regalati alla gioia, a qialche Dio, alla pietà. Sospiri di miele che si sciolgono fra le mura di una tazza di tè, che si appiccicano alle pareti, che inumidiscono i vetri, la stanza, le persiane. Nuance d'erba, raggi di sole color della sera nella stanza con il giullare dietro alla porta. Sul letto i corpi si toccano, si chiedono un perché, sembra che non possano avere un bicchiere per il brindisi. Sul letto i girasoli mettono le radici e porgono i loro omaggi ai due amanti. Nella stanza il profumo è quello dell'incenso, qualcosa si è bruciato, qualcosa si è sfregato ed ha fatto fumo. Nuance d'erba, raggi di sole color della sera nella stanza con il giullare dietro alla porta. Sulle pareti un po' di quadri si sono incuriositi, ai piedi del letto qualcuno ha chiesto perché, sui cuscini qualcuno ha lasciato del rossetto e sulle lenzuola qualcuno ha impresso il suo odore. Suoni confusi, passi d'alberi morti nella stanza col lampadario in fiore. Le mani sul seno si son poggiate ed il corpo di lei come un arco s'è teso. Le mani i fianchi hanno cinto e i seni nella stanza hanno brillato. Un bacio si è chiuso, due labbra si son trovate, due amanti nel letto hanno giaciuto. Silenzi di notti d'agosto, passi di conifere distese nella stanza con le pareti affrescate da un pittore di corte. Le finestre nella stanza sono chiuse. E' impossibile intravedere i pensieri. La testa di lui sui i seni di lei s'è poggiata, e la notte su di essi è calata. October 03 La fine o le finiTutto, ma proprio tutto, giunge al termine. E' questione solo di quando e come. E' questione di tempo, di questa convenzione da noi creata. Molti dicono che la fine di ogni cosa dona un certo valore ad esse, o meglio, la coscienza che ci sia un termine prefissato ad ogni piccola cosa ce le fa apprezzare maggiormente. Altri dicono che questa è solamente una consolazione, che in realtà nessuno pensa a godere di ciò che gli sta intorno in quanto finirà un giorno, ma per il semplice fatto che in quel dato momento ne hanno bisogno. Altri ancora, invece, non si pongono il problema, per loro la fine non esiste, oppure l'hanno solamente dimenticata. Molta gente dice che non c'è una conclusione, che la vita, ed ogni cosa che ne fa parte, è un grande caso irrisolto. Ed altri, invece, si chiedono perché dovrebbe essere risolto. La vita, come possiamo vedere, è una serie di affermazioni e contro-affermazioni, si susseguono tesi e antitesi. Qualcuno accenna addirittura una sintesi, che poi non è altro che una nuova tesi, che darà luogo, sicuramente, ad un'altra antitesi. Questo gioco vizioso, balordo, senza vincitori e né vinti, giungerà mai a termine? Così la domanda si ripete, e in un certo senso trova risposta in essa, in se stessa. Ma la risposta non è che una contraddizione incapace di alleviare i fastidi, incapace di diradare la nebbia di pensieri. Eppure non tutti si struggono nel dubbio, non tutti si fanno prendere dall'idea di non avere una risposta. Molta gente cammina per strada con l'aria tranquilla, senza alcuna domanda e senza alcuna risposta, se non quella certezza di non averla. Ognuno risponde a modo suo: c'è chi trova sollievo nel convincersi nell'inutilità della ricerca e chi non riesce a dormire a causa di qualche pensiero. La gente, come si sa, è strana. Visti da fuori sembrano tutti uguali, tutti fatti con lo stampino. Sì, è vero, c'è quello un po' più alto, quello un po' più grasso; c'è chi al naso storto e chi lo ha schiacciato. C'è pure chi sorride e chi, al contrario, piange. Di gente se ne vede tanta in giro, però a guardarla con superficialità sembra una massa tutta della stessa pasta. Ma qui ci inganniamo. I pensieri, sì proprio loro, distinguono le persone. Si potrebbe quasi dire che i loro pensieri delineano i loro contorni, come se da dentro, con martello e scalpello, forgiassero la corazza. Le persone, a vederle bene, son tutte diverse. I pensieri, i loro pensieri, a sentirli bene, sono pieni di spunti, idee e quant'altro; tutti diversi, l'uno dagli altri. C'è chi pensa che la fine si sia solamente un nuovo inizio, c'è quell'altro che, al contrario, crede che la fine sia l'ultima parte di una storia e che non abbia nulla a che fare con quella nuova. C'è gente che crede che la fine sia solo un'invenzione, forse quasi una finzione, una parola senza né capo e né coda. C'è gente che dice di averla vissuta, di averla superata e di essere pronta per un'altra fine. Ci son così tante idee in una sola via, che è del tutto impossibile dire che le persone son tutte uguali. Come ho detto prima, molti non si pongono alcuna domanda, altri forse troppe. Io, dal canto mio, non so più cosa sia una domanda, cosa sia una risposta, ma quel che è più importante non so più cosa sia una fine o semplicemente la fine. Io, da questo lungo corridoio, vi domando: cosa sono io, cosa ne fate di me? Cercate forse una risposta nelle mie miserie? |
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