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October 28 Rimanete in silenzio
Un vecchio lampione che sfuma la sera e due assi di legno a sostenere il peso dei ricordi.
La luna si affaccia timida dietro ad un palazzo e le auto nel parcheggio scorrono lente.
Non è questa la vita, non è questa la realtà. Tutto appare come di cartone e le parole cadono a tagliarlo.
Si vorrebbe correre lontano sino dissolversi nell'aria. Cadere a terra e rimanere incoscienti.
Questa linea che unisce ogni cosa: che si attorciglia, si scioglie, si slega, si allunga e si restringe; che va a legarsi intorno al collo.
Un vecchio lampione che sfuma i ricordi e due assi di legno a sostenere il peso della sera.
Il prato è appena illuminato ed un pianto fine va a bagnarlo. Ci si vorrebbe distendersi sopra e rimanere immobili.
Nell'aria non c'è rumore, eppure un grido squarcia il velo, c'è silenzio intorno, ma non si riesce a sentire.
Ogni respiro è una lama di metallo, ed ogni lacrima una goccia di veleno. - Amleto dove sei? L'intelletto è sfuggito dalle mani.
Psiche è lì, che mi guarda e si racconta, in riva al lago. Sfoglia pagine ingiallite e mi dice parole d’amore.
I suoi occhi sono un pozzo senza fondo, in cui mi perdo e mi ritrovo. Se solo potessi parlarle…
Il pianoforte è lì, che suona senza sosta in un incanto. Le sue scale sono onde che mi cullano.
Dioniso è distante, le sue risposte sono vecchie e portano confusione nel mattino e fetore nella sera.
Emily è lì, che mi guarda con un sorriso, per lei, oramai, è acqua passata; la sua pace l’ha trovata
Morfeo se ne è andato poche ore fa, e mi ha lasciato desto. Il tormento della veglia in cui si è coscienti di ciò che si pensa.
La riva è lì ,che abbraccia il lago e che si fa accarezzare dall’acqua. È tutto un silenzio sopra la musica della ghiaia.
Un vecchio lampione che sfuma la sera e due assi di legno a sostenere il peso dei ricordi. October 23 I
I Tante piccole pietre quadrate Si sentono i passi, Fianco a fianco vengono avanti, Si ode la timidezza, - Sogno nella notte Il pensiero ricompare Il lento andare dei sogni October 14 Senza titolo
Scritte, parole che restano sulla carta. Pronunciate, dette, sentite, provate. Mostra di sentimenti, di pensieri. Era così colorato l'orizzonte che non si vedevano le stelle. Pennelli che si son tenuti in mano e mille colori sulla tavolozza. Rondini, primavere ed arcobaleni. Profumo di gigli ed armonia di girasoli, che si son chinati ai piedi della grazia per avere un po' d'amore. Si è mostrato semplice, si è versato nei grandi calici, si è innamorato ed ha fatto innamorare, questo nettare che delicatamente è scivolato via dall'uva pestata. Ora sembra irreale, col bicchiere in mano, sorseggiare un altro sapore ed inalare un altro odore. Orlo di gonne svolazzanti, giravolte nella stanza, bisbigli nel letto e suoni d'Africa con chitarre elettriche. E quanto correva sui prati e nelle valli gialle d'estate, e quanto illuminava negli angoli bui di vicoli ormai abbandonati alla paura della notte. E' bastato un foglio di carta ingiallito dal tempo, dai ricordi e dal silenzio, e si è risvegliato con una lacrima sul viso il vecchio Pierrot. Riso, sorriso, disegnato con la matita su di una bocca che ha smesso di baciare. Si addolcisce con miele e tisane del vecchio oriente il crepuscolo andato fra foreste assolate con tappeti di trifogli, mentre si sveste l'amante della sua sottana, con le cosce distese a baciare il cielo e a toccare l'erba secca dei pomeriggi d'estate. Scivola dentro timido e impacciato, è il sorriso dell'adolescente che risplende al sole. Presenti che son distanti dall'euforia che si memora. Oh, che dolce era svegliarsi presto e assonnati per vedere, come se fosse la prima volta, l'alba, che maestosa saliva in cielo a prendere il suo trono. Oh, che sospiri che abbiamo tirato cercando le parole nei labirinti delle viscere. E quante volte si son fermate sulla bocca per paura, e quante volte abbiamo fatto poesia con parole raccolte per strada fra il cuore e l'intestino. Come corre la linea che prende la sua ascesa, ed ecco, che ora, si vola via per la discesa, tutti quanti col riso in bocca e pieni di euforia. Oh, quanto era bello il vento che ci accarezzava, e come era delicato nel suo scirocco, mentre ci baciava la sera nei parchi appena illuminati dalla sorella Luna. E per quanto si snodi non si trova fine e si corre e si ripercorre il passato in deserti, boschi, fra mari ed infiniti paesaggi di vallate ancora fresche al sole del mezzogiorno. Terre e sassi che si spargono sui prati dove crescono i papaveri. E' il rosso vivo dei fiori che fanno l'amore con le spighe di grano che cercano di salire sempre più in alto per toccare le nuvole e il sole. Tutto si memora in queste stanze di Teseo, in cui i muri sono disegnati di ricordi con olio e tempera e a volte anche con acquarello. Spaziando velocemente da una parete all'altra prendono vita i fotogrammi che si muovono sempre più veloci, tutto sembra una vecchia pellicola. Si libera dal ramo il giovane volatile e rimane sospeso tra il cielo e la terra e per un attimo il tempo appare infinito. October 05 Legno antico
La porta pesante si apre lentamente. Legno antico, odore di un passato volato. La timidezza si accende nella mostra solitaria. Dipinti, cere, mobili accolti da ali di cigno, di aquila e civetta. Acquarelli senza tempo, acquarelli delicati. Soprammobili antichi, scolpiti dalla polvere, ti guardano passare nella solitudine della casa. Archi e frecce, eros e psiche, scagliano dardi agli amanti che hanno varcato la loro soglia. Ritratti che cercano di gettarsi nella stanza, forse per suonare gli infiniti strumenti. Immaginazione. Suono di giraffa, suono di lira, in un silenzio di passi ammaliati dai corridoi. Ocra, verde, bordò, celeste, blu, rosa, rosso; le tinte delle pareti catturano l'occhio, che non riesce a stare quieto. Un labirinto di oggetti, da cui non si vuole uscire, in cui non c'è Minotauro. Molle e spirali dorate che oscillano sul collo candido. Brillano e riflettono la luce di lampadari in vetro soffiato. Il cerchio si chiude di fronte ad un portone. Legno intagliato, ricamato. Colori di un passato che ora si ritrova in una dolce timidezza. |
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