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    January 28

    Il mare e la notte

     

    Il mare si agita e mormora con le stelle,
    sta raccontando loro storie di marinai.
    Si è svegliato di buon mattino
    e si è sdraiato sulla riva fresca delle prime luci.
    Tutto il giorno a guardare le nuvole nel cielo
    e a non provare noia per la calma con cui il sole ci guarda.

    Finché non è calata la notte
    e si è stretto forte intorno alle stelle,
    fino a fondere la linea dell'orizzonte con la vastità del cosmo.
    Si è fatto cielo e poi di nuovo mare,
    ha cambiato i suoi colori per prenderne altri uguali,
    si è fuso con la notte, il cielo e le nuvole
    ed è diventato nero, come l'inchiostro.

    La notte memora e riposa adagiata alle onde.
    Ha chiuso gli occhi sul mare
    e poggiato i pensieri sulla sabbia dei fondali.
    Si lascia cullare, mentre le luci delle stelle,
    rimbalzando sull'acqua, le sussurrano una dolce ninna nanna.

    Ha disteso le membra lasciando cadere le stelle,
    che sono andate a spegnersi nell'abbraccio delle acque.
    Pochi vapori si sono sollevati nascondendo l'orizzonte
    lasciando il dubbio sul buio al di là della cortina.

    January 12

    Le lucciole

     

    Quanti fili d'erba

    ha portato la primavera

    e quanti ne ha falciati

    la calda estate.

     

    Le passeggiate sono lente

    sulla terra secca

    ed intorno è tutto un cicalar.

    Sembra che l'orchestra

    suoni di nascosto.

     

    Il cielo è sgombro

    da ogni pensiero

    e gli alberi sembrano

    abbracciare questa distesa di grano.

     

    Qualcuno ha montato

    un tavolino e due panche di legno

    questa notte,

    forse per riposare lo spirito,

    forse per permettersi di mangiare con i venti.

     

    La notte qui è tutto calmo,

    non si odono i rumori della città

    e le luci arrivano a stento.

    E' tutto un gran silenzio

    e le lucciole vengono a sposarsi.

     

    Il tempo è volato sopra i pini,

    ha lasciato quattro parole ed una poesia,

    un viale e due amanti.

    Ha taciuto l'avvenire

    ed è scappato prima della risacca

    per non bagnarsi i piedi.

     

    Da quant'è che manchi?

    Non ti ho più visto seduto sulla panca

    a sorseggiare birra fresca

    e ad ascoltare il concerto dei grilli.

     

    Ora è tutto buio,

    è calato l'inverno.

    Il grano è emigrato altrove

    ed è rimasto tutto spoglio il parco.

    Mi chiedo se senta freddo

    senza le sue foglie.

     

    Ti aspetterò qui,

    seduto sulle panche,

    sorseggiando tè.

    Aspetterò che arrivi la primavera

    per ascoltare nuovamente i miei concerti

    e per veder correre i cani

    dietro le farfalle.

    Aspetterò di rivedere

    le lucciole con i loro veli bianchi

    e le lunghe vesti.

    Aspetterò per far mattino...